INVESTIMENTI IN OBBLIGAZIONI A LUNGA SCADENZA
Come alcuni sapranno i Bot nacquero come uno Strumento Temporaneo
ed hanno segnato la vita del risparmio in Italia. Sono titoli a rischio pressochè inesistente perchè hanno
una duration (termine che si riferisce alla durata del titolo) molto breve. Questo discorso non vale per titoli analoghi come i Btp o Buoni del Tesoro Poliennale. Va detto che, ovviamente, i
discorsi che sto per fare valgono per tutti i titoli obbligazionari a lunga scadenza (anzi, con l'introduzione del Btp a tasso variabile valgono un pò meno per i Btp nella loro interezza, se distinguo fra Bot e Btp è perchè li conoscono tutti). Infatti titoli di Stato come i Btp incorporano i
rischi legati alla variazione dei tassi. Un caso esemplare ancora una volta si è visto ai tempi del passaggio all'euro quando i Btp con tasso del 12% arrivarono a quotare 130 (la base era 100).
Cercherò di spiegare quanto era successo nel modo più semplice possibile: l'Italia, impegnata negli sforzi di risanamento dell'economia e grazie anche alle aspettative di entrata nell'euro, aveva
ridotto significamente inflazione e tassi di interesse tant'è che anche quelli sui Btp di nuova emissione erano scesi intorno al 6%. In pratica era successo che per un risparmiatore comprare un Btp di
nuova emissione a 100 (rimborsato ovviamente a 100) era l'esatto equivalente di comprare a 130 (rimborsato come sempre a 100) un Btp decennale che rendeva il 12% per i 5 anni di vita residua. Questo
perchè (sempre parlando per approssimazione allo scopo di rendere quanto più elementare possibile l'esempio) pagava 130 per avere, nel caso di titolo tenuto fino alla scadenza cioè 5 anni dopo, 100 quindi
perdeva una trentina di punti percentuali in quota capitale ottenendo però cedole del 12% anzichè del 6% per i 5 anni in esame con il risultato di riguadagnare in interessi sui titoli quanto perso
in quota capitale. Chi aveva sottoscritto i Btp quando davano il 12% li vendeva a 130 (avendoli pagati 100) perchè c'era chi li comprava visto che l'alternativa dell'acquirente era prendersi i titoli che
rendevano il 6% a 100, cioè la stessa identica cosa. Allora dove sta il problema? Il problema, serissimo, è che i tassi non sempre scendono, hanno le stesse probabilità di salire e se lo fanno i titoli
a reddito fisso a lunga scadenza sono pericolosi se non li tieni fino alla scadenza stessa. Questo per la banale ragione che se i tassi salgono e tu vuoi vendere i titoli che hai comprato e che avevano un tasso inferiore a quelli di nuova emissione perchè mai i potenziali acquirenti dovrebbero
comprare i tuoi vecchi titoli che danno un tasso più basso visto che ne possono comprare di nuovi con un tasso più alto? Lo fanno perchè, come nell'esempio di cui sopra, il
valore dei titoli sul mercato varia, i vostri in questo esempio hanno meno valore perchè li avete comprati a 100, saranno rimborsati a 100 ma, se li volete vendere in questo momento, LI DOVRETE VENDERE PER FORZA SOTTO I
100
per convincere i risparmiatori che comprano ora a preferire i vostri vecchi titoli rispetto a quelli nuovi con tasso più alto. In sostanza, se investite in titoli di Stato decennali e li vendete dopo un anno in cui
i tassi sono saliti in maniera significativa potete ottenere meno soldi di quelli che avete investito, alla faccia dei titoli senza rischi
...... Ovviamente questo discorso non vale se i titoli a lungo termine sono
tenuti fino alla scadenza perchè in questo caso farete l'acquisto a 100, otterrete il rimborso a 100 e non correrete rischi di incassare meno di quanto investito.
Tornando all'obbligazionario bisogna sapere che il rischio emittente viene di norma misurato da un parametro detto "rating" che è la valutazione o voto che le agenzie specializzate assegnano all'affidabilità dell'emittente dell'obbligazione, come le stellette asseganate ai ristoranti nella Guida Michelin. Sull'affidabilità di queste agenzie stendiamo un velo pietoso: basta guardare i rating che Standard & Poor's assegnava a Parmalat prima del crack ed il fatto che subito dopo anzichè fare
autocritica e pulizia al suo interno sia partita con il minacciare di ridurre il rating dell'Italia come nazione in conseguenza del crack Parmalat come se una nazione ed una singola azienda fossero la stessa cosa: usando questo principio si potrebbe benissimo dire che l'economia degli Stati Uniti fa schifo mentre quella del Burkina Faso è mirabolante, diciamo che certe agenzie hanno poche idee ma confuse. In linea del tutto teorica questa
sarebbe un'ottima motivazione per preferire l'acquisto di quote di fondi rispetto all'acquisto diretto perchè mentre con quest'ultimo il massimo delle notizie che il risparmiatore possa avere a disposizione sono proprio i rating mentre i fondi potrebbero avere più informazioni e più elementi di valutazione mentre nella pratica non accade quasi mai tanto più che una parte importante di questi fondi si vede proprio vietare dal suo regolamento l'acquisto di titoli
con rating troppo basso, per cui i gestori non avrebbero margine di manovra neppure volendo. Un punto a favore è il maggior potere contrattuale che hanno i fondi nelle compravendite. Infatti le Eurobbligazioni hanno di norma la colpa di essere poco liquide, vale a dire poco diffuse sul Mercato, di conseguenza quando le volete vendere rischiate di non trovare un compratore o di dover sottostare alle sue condizioni. Tanto più che di norma le banche ci marciano. Infatti di norma hanno il ruolo
dei principali market makers, ossia di quelli che "fanno" il mercato, determinando in larga parte i prezzi di compravendita. Inoltre i gestori dei fondi tendono a difendere i clienti da fregature come le opzioni callable. Con questo tipo di opzione, l'emittente si riserva la possibilità di rimborsare il titolo ad un prezzo ed a una data stabilita. Può succedere quando, a causa delle mutate condizioni di mercato, all'emittente non risulta più
conveniente tenere in vita quel titolo, perchè, ad esempio, la cedola interessi è diventata più alta della media magari perchè il titolo è a tasso fisso e gli interessi di mercato sono scesi, di conseguenza "richiama" il titolo indietro. Esempio: il vostro bancario vi fa acquistare un Eurobond decennale al prezzo di 104 (cioè per comprare 100.000 euro di quel titolo dovete pagarne 104.000). Il prezzo è di 104 perchè la cedola interessi è alta, per cui tanti vogliono comprare quel titolo
e di conseguenza la mole di richieste fa lievitare il prezzo "sopra la pari" (vale a dire sopra 100, che è il livello base o "parità". Purtroppo, il regolamento del titolo prevede che l'anno successivo ci sia la possibilità di rimborso (opzione callable) a 100 od "alla pari" che dir si voglia. Cosicchè il titolo può essere estinto e possono esservi restituiti 100.000 euro, quindi 4.000 in meno. Questo tipo di opzioni può essere presente in tutti i tipi di obbligazioni, per cui è bene
controllare se si ha la possibilità di farlo e, se non si ha, affidarsi ai fondi obbligazionari (che almeno questi controlli li fanno, sono una delle pochissime cose a cui servano). P.S. Altra cosa che probabilmente non sapete o non avete valutato è che quando un emittente ritira un titolo dal mercato con un'opzione callable le commissioni pagate in banca per acquistarlo restano alla banca, per cui nell'esempio in esame vengono sbriciolati comodamente altri 2.000 o più euro mentre i fondi,
almeno su quello, hanno più potere contrattuale del singolo cliente della banca. Questa è un'altra argomentazione a favore dell'acquisto di quote di fondi rispetto all'acquisto diretto di Eurobond peccato che, per i motivi che vi ho spiegato (credo piuttosto chiaramente), sia improbabile che l'acquisto dei Bot 007 sia migliore dell'acquisto diretto di quelli tradizionali e fuori moda.
C'è un'ulteriore questione: quella dei Bond strutturati (ironicamente presentati con "My name is Bond, MoriBond", perchè sono matematicamente delle fregature). Il loro nome deriva dal fatto che sono molto più complicati di quel che vi vogliono far credere. Ad esempio i Reverse Floater sono titoli, di norma di lunga durata, che usualmente all'inizio offrono un rendimento certo come una cedola fissa ed abbastanza alta nei primi 3 anni (in questo caso li chiamano Fixed Reverse Floater),
mentre negli ani successivi il tasso varierà essendo legato ad una serie di complicati parametri già fissati nel momento dell'emissione. Perchè ho detto che sono matematicamente delle fregature: perchè nessuno può prevedere con certezza quali saranno i tassi di mercato fra tre anni. Di conseguenza, acquistando titoli del genere si fa una scommessa sul futuro giocando contro l'emittente, che in questo caso ha a tutti gli effetti il ruolo del Banco nei casinò visto che quei parametri sono stati
studiati con estrema cura per far rischiare al Banco (pardon, alla banca) il meno possibile. Tutti i titoli obbligazionari strutturati sono costruiti con gli stessi principi: che siano Reverse Floater, Step down od altra spazzatura non cambia niente: i parametri sono costruiti accuratamente per far rischiare il meno possibile all'emittente oppure per fargli guadagnare il più possibile.
L'unica variante è che siano costruiti per fargli rischiare il meno possibile E fargli guadagnare il più possibile
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